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Unione dei Comuni del Miranese

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Il Consiglio dell’Unione approva il regolamento per armare la Polizia locale


MIRANO - Ieri sera il Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese, con 17 voti favorevoli su 20 presenti, ha approvato l’adozione del regolamento per l’armamento del proprio corpo di Polizia locale. La decisione di armare gli agenti è stata presa per consentire che essi possano svolgere il loro servizio anche dopo le ore 22.00. Questa maggiore copertura oraria permetterà un ulteriore passo in avanti per la sicurezza del territorio dei sei comuni dell’Unione e dei loro cittadini. Questa innovazione porta l’Unione (che ha oltre 120.000 abitanti) al livello dei centri più grandi d’Italia: nel 2018, infatti, il 92% dei comuni italiani sopra i 50.000 abitanti dispone di un corpo di polizi locale armato.

 

«C’era la necessità – sottolinea la presidente dell’Unione Monica Barbiero – di avere agenti in servizio fino a un’ora più tarda. Ciò permette di assicurare maggiore controllo del territorio ma anche di fornire un servizio più efficiente, per esempio, per le manifestazioni pubbliche che si protraggono nelle ore serali. Dotarsi d’arma è una richiesta che viene dalla stessa istituzione polizia locale: a livello parlamentare, per esempio, ci sono molte proposte di legge in questo senso sostenute proprio dalle varie associazioni di polizia locale, che si propongono per un ruolo sempre più importante nel presidio del territorio. La priorità è la sicurezza dei cittadini, ma, allo stesso tempo, anche quella degli agenti: l’arma è uno strumento per la loro difesa. Inoltre il regolamento comprende tutta una serie di attenzioni a loro rivolte, da un’accurata formazione ai test d’idoneità, alla cura degli aspetti psicologici. Infine, va detto che è stato importante affrontare e condividere questa decisione con tutti i consiglieri. Serve una visione aperta del Consiglio dell’Unione, scevra da particolarismi: noi qui rappresentiamo l’intera Unione, non si può essere in costante campagna elettorale in relazione al proprio comune di appartenenza, specie quando si affronta un tema così importante».

 

Quello approvato è un regolamento tecnico che recepisce quanto già predisposto in materia dalle leggi dello Stato (attuazione del decreto del Ministro dell’Interno n. 145/1987). È composto da 16 articoli raccolti in 5 capi. Il primo determina il tipo di armi in dotazione e il loro numero. Oltre alle armi da fuoco (pistola semiautomatica calibro 9 x 21), anche altri dispositivi di difesa, come lo spray urticante. Il secondo capo disciplina le modalità di assegnazione: avrà l’arma solo chi è dotato di qualifica di agente di sicurezza e avrà superato il necessario addestramento, risultando idoneo dopo la necessaria formazione giuridico-legale, psicologica e operativa. La terza sezione definisce come conservare le armi, vale a dire in un’armeria dotata di appositi armadi blindati, dove saranno sempre riposte alla fine dei turni. Il quarto capo disciplina i periodici momenti di addestramento e i test d’idoneità: a chi non li supererà verrà ritirata l’arma. Il capo V contiene norme integrative e disposizioni finali.

 

Il costo per l’intero processo di armamento del corpo di Polizia locale si aggirerà attorno ai 100.000 euro, comprensivi di ogni aspetto: dall’acquisto di armi e munizioni (circa 35.000 euro) a quello per la costituzione dell’armeria, dall’addestramento al poligono di tiro alla formazione psicologica e legale.


Data ultimo aggiornamento: 10/05/2018
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